Liste Pd, esperienza devastante. da dimenticare!
Il parlamentare dell Ulivo, Franco Laratta, nel corso di un incontro nel collegio di Rende per lavvio della campagna elettorale per le primarie del 14 ottobre, ha parlato delle liste appena presentate e del regolamento varato del comitato dei saggi.
Per lon. Laratta: Questa esperienza è tutta la dimenticare; il regolamento che disciplina la fase preliminare, la compilazione e la presentazione delle liste è privo di senso. Di fatto abbiamo distrutto partiti e gruppi dirigenti sul territorio, creato confusione, deluso tutte le attese, dato via ad una competizione che si annuncia durissima!
Troppe le inconcludenze e le esasperazioni in un regolamento privo di ogni logica.
Ad esempio: le liste senza preferenze, la quota obbligatoria del 50% per le donne, labbinamento delle primarie nazionali con quelle regionali, le candidature dei big della politica.
In particolare, non ho alcuna preoccupazione a dire che è ancora troppo presto per imporre le candidature del 50% delle donne. IL risultato è che nelle liste figurano moltecomparse, cioè donne che sono state pregate di candidarsi per coprire le caselle vuote, ma che non erano affatto interessate a fare una esperienza politica!
La mancanza del voto di preferenza, poi, ha prodotto limposizione di liste bloccate redatte alla meno peggio da gruppi organizzati e spezzoni di partito.
I big della politica, inoltre, dovevano essere membri di diritto delle assemblee regionali e di quella nazionale. In questo modo avrebbero liberato i primi posti delle liste ad una nuova classe dirigente sulla quale investire per il Pd.
In sostanza, questa prima esperienza della preparazione delle liste per le primarie, così come è stata organizzata e gestita, è da dimenticare. Il regolamento è da cancellare. Concentriamoci ora al voto del 14 ottobre- che inevitabilmente vedrà una competizione locale devastante fra le componenti in corsa- e soprattutto lavoriamo tutti per dare al partito che nascerà un volto veramente nuovo e un progetto moderno per il futuro del nostro Paese.